venerdì, giugno 17, 2005

LA LEZIONE DEL BASKET

Pochi centesimi di secondo ancora sul cronometro, un punto (65-64) da recuperare, ultimo tiro a disposizione contro una difesa schierata e un palazzetto con 11mila spettatori indemoniati che fanno un casino d'inferno. La guardia americana della Fortitudo Duglas decide per quello che la Gazzetta.it ha argutamente definito "l'ultima preghiera", ovvero il tiro della disperazione, del tutto per tutto. Segna da tre. Sorpasso: 65-67. Ma mentre la palla s'infila suona anche la sirena e nasce il dubbio: il tiro è partito prima o dopo? La posta in palio è altissima: lo scudetto. L'arbitro decide di sperimentare la novità dell'anno: l'instant replay, la moviola in campo. In un clima surreale, 11mila persone questa volta in silenzio, aspettano il responso. Alla fine, dopo aver visto e rivisto l'azione, la decisione: tiro valido, tricolore alla Fortitudo che festeggia in mezzo al parquet, davanti a migliaia di tifosi milanesi che definire delusi è poco, pochissimo. Per non parlare di giocatori e dirigenti dell'Armani Milano. Ma nessuno fiata o contesta. L'ultima lezione di sportività del basket, sport dalle mille emozioni e dalla grande correttezza.
Non oso immaginare le reazioni se una cosa del genere fosse accaduta alla fine di una partita di calcio: rigore o no? Dentro o fuori?
Povero quell'arbitro che dovrà avere a che fare con la moviola in campo e che dovrà prendere una decisione del genere contro la squadra di casa: dopo quante ore e con una scorta di quanti agenti potrebbe mai uscire dallo stadio?

3 Comments:

Anonymous nietzsche said...

Mi preoccupo, abbiamo scritto uno all'insaputa dell'altro e, per una volta , abbiamo nello sport idee simili... :-))

2:51 AM  
Blogger bucaniere said...

Per la legge dei grandi numeri, ogni tanto succede :-))

10:29 AM  
Anonymous nietzsche said...

Sì sì, la statistica va bene, ma devo fare qualcosa perché non diventi un'abitudine... :-))

11:57 AM  

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