domenica, febbraio 20, 2005

C'ERA UNA VOLTA IL NANO DELLA LOGGIA

Chi non è di Treviso non lo conosce e quindi non gli importerà nulla di questa notizia. Il "nano della Loggia" chiude. Dopo cinquant'anni Tiziano Torzo smonterà la sua bancarella di giocattoli nata sotto la Loggia del Cavalieri e poi spostata nella vicina Piazza Esperia. I suoi non erano, e non sono, giocattoli normali. Generazioni di trevigiani hanno lasciato gli occhi su quei soldatini, gli indiani, le macchinine a molla, gli animali di plastica, sui palloncini colorati e sulle bandiere di Juve, Inter, Milan e Ferrari esposte con più o meno evidenza a seconda dei successi del momento. E i giochi non sono mai cambiati, resistendo alle mode e ai videogames. E questo perchè, nonostante tutto, anche i bambini non cambiano mai e prima di diventare grandi preferiscono sognare con soldatino in mano piuttosto che davanti ad uno schermo. Ho tanti ricordi legati al Nano: le volte che ricevevo in regalo i soldatini (rigorosamente Marines), i giri mostruosi a cui costringevo i miei genitori pur di passare anche per pochi minuti sotto la Loggia. Negli anni Settanta e nei primi anni Ottanta la Loggia dei Cavalieri era diversa, magari esteticamente più brutta di adesso perchè non restaurata, ma sicuramente più viva. Sotto c'erano i giochi del Nano e i libri di Tarantola. Scaffali interi pieni di volumi di ogni tipo, dai fumetti ai testi di scuola: tutti rigorosamente usati. Anche lì, quanti ricordi. Con poche lire ti portavi a casa chili di avventure, quintali di sogni. Mi viene in mente un libro tra i tanti, trovato un pomeriggio dopo aver rovistato tra pile e pile di volumi. Avrò avuto dodici o tredici anni, una delle prime volte in cui andavo in centro da solo e con qualche soldo in tasca. Me ne tornai a casa con l'edizione per ragazzi dell'Ultimo dei Mohicani di James Fenimore Cooper. Un libro che trovai meraviglioso. Adesso lo sto rileggendo, in versione integrale, e mi sono tornati in mente quei giorni.
I tempi sono cambiati. Tarantola sotto la Loggia non c'è più, da anni l'attività si è trasferita in un'altra parte del centro trasformandosi in una libreria vera ma senza poesia. La Loggia è stata restaurata, adesso è bella ma senza vita. Il Nano invece va in pensione e anche la sua bancarella sparirà per sempre. E allora diciamolo: un altro pezzo della vecchia Treviso che se ne va.

2 Comments:

Blogger Belfagor said...

Mi fai venire nostalgia. Quanti pomeriggi ho passato davanti ai banconi di Tarantola per cercare l'Alan Ford che mi mancava.

4:24 PM  
Blogger isottanews said...

Mi hai commossa con il tuo post sul nano della Loggia... Per me era un paradiso quel posto, pieno di cose belle. La cosa che mi affascinava di più era la scimmietta a molla che batteva i piatti...

A tarantola, io e mio fratello, abbiamo venduto tutti i numeri di Zagor.Poi , il giorno dopo, ci siamo pentiti e siamo andati a riprenderceli : 'sto maledetto ce li ha fatti pagare il doppio!

4:04 PM  

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